Scrivere, si sa, è molto più semplice partendo da fatti di cronaca. E la cronaca di questa settimana, tra nuovi papi e vecchi ministri, ci ha riportato la morte di Jannacci Vincenzo, detto Enzo, poeta e cantore della Milano città ma non ancora metropoli e sospesa a metà tra il non essere più piccola e non ancora grande.  Mi ha fatto ripensare a quanto io, oggi, mi senta sospeso “tra un domani che arriva ma che sembra in apnea ed i segni di ieri che non vanno più via” (e questa è del Ligabue, va beh..).

Già, i segni di ieri. Passo il Lunedi dell’angelo in una festa allargata da 20 persone e mi diverto pure. Eppure mi sento anche invisibile per quella parte dei presenti che più contano, le ragazze. Tutti i ragazzi hanno un nome, una faccia. Tutti hanno un sorriso dedicato a loro. Ma io no. Vecchi ricordi, così è sempre stato. Chi si sente con una, chi con due; chi si isola; chi condivide complici istanti con l’anima gemella pure in mezzo alla gente. E io niente. Io invece ricevo un messaggio da una ex-tra-virgolette di sette anni fa, già mamma adolescente e ora genitrice in crisi che in me ha forse l’unica persona che potrebbe tenerla in qualche considerazione. Cicatrici di ieri, più che segni.

Il domani in apnea. Che sembra non arriverà mai, perchè come ci si fa una vita, da trasparenti alle donne?

E’ possibile vivere SENZA donne? Al di là dell’imbarazzo per essere solo in mezzo a coppie.  Il mal di vivere dentro si cura? Io, per ora, non ci sono riuscito.

Ecco, il mio domani che spero arrivi. Realisticamente. Senza illudermi di diventare improvvisamente come tutti quei complimenti che mi fanno ma che poi non si traducono in realtà. Restando trasparente. Riuscirò a smettere di piangere, un giorno?

Arrivo a Jannacci e ad uno dei suoi pezzi più celebri. Lette, certe frasi mi appartengono così tanto..

Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore
dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano
un bel mondo sol con l’odio ma senza l’amore
e vedere di nascosto l’effetto che fa

Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
per vedere se la gente poi piange davvero
e scoprire che battono anche le suore
e vedere di nascosto l’effetto che fa

Buonanotte a voi, che avete ancora sogni.

Digressioni  —  Pubblicato: aprile 2, 2013 in Amore, Canzoni, Stories, Uncategorized
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Invisibile

Pubblicato: luglio 27, 2012 in Amore, Canzoni
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Non è in fondo ciò che tutti noi, reietti del mondo, troppo bizzarri per essere amati; troppo diversi per essere corrisposti abbiamo sempre sognato?
Non sono queste, messe in rima, le parole che abbiamo sognato che qualcuna ci cantasse di nascosto, mentre assistavamo alle avventure dei nostri compagni di classe e coetanei cercando di non piangere (e puntualmente non riuscendoci)?

“Sono sempre stata innamorata di te, ma..tu non non sei capace di vederlo..”
Non è una speranza, perchè è troppo tardi anche per quella (almeno per ciò che mi riguarda), ma è solo il mio augurio illusorio a tutti quelli come me, afflitti dalla sindrome del “sei-un-bel-ragazzo-intelligente-sensibile-profondo” e maledetti fin dalla notte dei tempi dal destino della bella cecilia, che tutti la vogliono e nessuno la piglia.
E’ dedicata a tutti quelli che la sentiranno un po’ loro. Che in questa storia e nel video di questa canzone, rivedranno i propri sogni infranti.
E leggendone il testo, cercheranno di non piangere ma non ce la faranno.

It’s getting late
I’m wide awake
and my mind is raising again
I can’t find the words
they all seem wrong
like the meaning is lost in translation

 I have always been in love with you
but you are unable to see that
I have felt this way
every night and day
wishing that you would just come a little closer
Come a little closer
come a little closer
closer to me

You must be blind
believe me I have tried
but nothing I do gets you to see me
how do you feel
I need to know ’cause my heart just wants to scream it

I have always been in love with you
but, you are unable to see that
I have felt this way
every night and day
wishing that you would just come a little closer

La vita di traverso di Casey Stoner

Pubblicato: luglio 18, 2012 in Motori, Sport
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Di traverso ci si nasce, sennò è difficile mettercisi. Si sta scomodi e si rischia di farsi male. Il traverso è una posizione difficile, instabile, non convenzionale. Come Casey Stoner. Lui ci è nato, di traverso, nel settembre dell’85, nella profonda Australia della natura selvaggia. Dove ci si alza quando schiara e si va a dormire quando fa buio. Dove la giornata è scandita dal lavoro in fattoria e dalla famiglia. E dalla solitudine. Lo spazio infinito che lo circondava gli è servito a capire di divertirsi un mondo con quel trabiccolo che chissà perchè gli è caduto tra le mani, in fondo era un regalo di sua sorella, non suo. Si divertiva e ci sapeva fare. Tanto bastava per provare le prime garette. E’ arrivato il mondiale. La fama. La gloria. Ma Casey Stoner è sempre stato, visibilmente, un personaggio diverso da chiunque avesse mai avuto successo nel suo sport. Introverso, musone, solitario, incazzoso. In derapata sempre e comunque. Più veloce del vento anche quando, vivaddio, la moto non andava e gli altri facevano una top ten che già andava benone. Gli altri. Non lui. Ha vinto molto. Ha perso moltissimo. Ma soprattutto, ha annunciato che mollerà tutto all’apice della sua carriera sportiva. Per capire il perchè di una scelta scioccante e spiazzante, per chi si era innamorato del suo modo “rough” di maltrattare la Honda, è necessario accettare il fatto che Casey Stoner è nato di traverso. Non poteva essere diverso da così e non poteva farsi cambiare più di tanto dai soldi.
Ci vogliono due palle così, per guidare una due ruote da 200 cavalli nel modo in cui lo fa lui, in apnea dal primo metro che te la metti sotto il sedere.
Ci vuole ardore e foga per andare in cerca della vittoria, perchè solo quella conta e ti fa sentire così appagato, e ti rilassa la mente e ti da tregua per un attimo, prima di addormentarsi. Prima di sognare la prossima gara; il prossimo obiettivo.
Ci vuole un caratteraccio duro e un tantino spocchioso e arrogante per incazzarsi e piantar la un muso così in mondovisione perchè la moto non va come dovrebbe, e fregarsene degli sponsor e del “cheese” d’ordinanza ai fotografi.
Soprattutto, è necessario una sicurezza dei propri mezzi che quasi rasenta il menefreghismo di tutto all’infuori di sè stesso per affermare (sempre in mondovisione, s’intende) che no, il modo in cui i capoccia di questo sport mandano avanti la baracca proprio non va bene; le scelte sono tutte sbagliate e le conseguenze verranno pagate presto; che lui non ci sta e non si diverte più e che quindi ha deciso che da domani (fine anno, per la motogp, è come domani) lui si chiama fuori. Punto. Non si discute.
Casey Stoner ha due palle così, ardore e foga. Un caratteraccio duro e puro. E sostanzialmente, anche un menefreghismo totale per ciò che è al di fuori della sua famiglia, sè stesso, il suo mondo.

La MotoGP è un mondo diverso. Parallelo. Fatto di regole e fair play quanto basta e ambizione. Sorrisi smaglianti e avidità. Divertimento e voglia di arrivare, non importa come. Soldi soprattutto. Di sponsor che finanziano imberbi liceali con la passione (a volte sana a volte no, mica i liceali sono tutti casti e santi) per la velocità e gli insegnano a farla diventare un affare maledettamente serio; che se va male te ne torni da dove sei venuto, ma se va bene…Ah beh, se va bene, qui entra in gioco il fair play nella sua variante più subdola: la “riconoscenza”, la chiamano.
Io ti ho finanziato? Bene, mi aspetto un ritorno. Mi aspetto che lotti, che vinci, che dai spettacolo, che ti metti il berretto giusto e che fai “smile” alle telecamere. E’ un mio diritto! Senza di me tu non saresti qua! Se non puoi vincere, ne parliamo dopo e valutiamo. Ma intanto, “smile” alla telecamera; su quello non transigo. Se fai bene il compitino, potrebbe arrivare a renderti parecchio. Qualche milioncino; per chi vince tanto  (al solito, il come importa relativamente) addirittura più di una decina all’anno. L’importante è che mi vendi l’anima, perchè, te lo ripeto, senza di me, sponsor, tu non esisteresti neanche.
E invece Casey Stoner esisterebbe lo stesso. Solo lo saprebbero quanche milione di persone in meno, nessuna di quelle che per lui contano davvero. Si divertirebbe lo stesso, in moto o come lo chiamano quel trabiccolo della sorella, in giro non si sa dove, perchè tanto in Australia ti ci perdi, se non stai attento. Sarebbe costretto a fare esattamente le stesse cose che faceva dieci anni fa con suo padre e che rifarà tra un anno, sempre con suo padre. Alzarsi quando schiara, procurarsi il cibo alla fattoria, andare a dormire quando fa buio.
E’ nato di traverso.

Due mondi  che non s’incontreranno mai, Casey e il business della MotoGP, che piaccia l’uno o l’altro. E non è neanche tanto strano che la magia di Stoner al manubrio si sia così opacizzata, guarda caso dal giorno esatto dopo il famigerato scellerato annuncio. Che v’aspettavate? C’è gente che ha investito su di lui. L’ha preso quando era un ragazzino imberbe e l’ha portato in cima al mondo. E adesso che è arrivato all’apice, si aspettava, giustamente di capitalizzare. La Honda, certo. Ma anche la Repsol. E, soprattutto la Dorna, che tutto gestisce e tutto manovra (tanto da assicurare che “Rossi avrà una moto competitiva”..il che, detto da chi “gestisce” il business, dovrebbe scandalizzare davvero! E invece, tutto sotto silenzio). Il ragazzo è ingrato. Ha preso tutto e sputa sul piatto dove ha mangiato. Non merita altro che finire nella polvere, lui e la sua corona iridata. Ci sono altri eroi da innalzare, che saranno più rispettosi di chi li ha portati fin li e, magari, c’arriveranno con uno stile più composto e conforme al buon gusto..non sempre così di traverso..

Casey Stoner, al solito, s’incazza perchè la moto non va e lui non si diverte. Ma già conta i giorni. E quando, tra un anno, al primo chiar del dì, si alzerà dal letto, avrà altro a cui pensare. Lui sarà sempre, a modo suo, felice. Chi nella MotoGP, può dire lo stesso?

Sentence

Pubblicato: luglio 17, 2012 in Stories
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Quella notte, lasciandosi alle spalle quella costruzione un po’ inquietante che l’oscurità della notte tingeva di toni ancora più cupi, il giovane Logan non potè trattenere un’espressione di disagio e insoddisfazione che gli rigò il volto.
Il colloquio con il Grande Saggio era stato breve ma intenso.
E quella che palleggiava tra le mani era una sentenza che avrebbe dovuto renderlo felice e più sicuro di sè. Ma non lo era.
Con ogni probabilità, perchè era una sentenza tanto cristallina quanto insindacabile. Fidarsi o non fidarsi. Prendere o lasciare.
Il giovane Logan pensò che alla fine, anche se assillato dai dubbi e dalle mancate spiegazioni, avrebbe finito per prendere di nuovo.
Pensò anche che la cosa riguardava ormai il passato ed oramai non aveva più importanza.
E comunque non stava scritto da nessuna parte che il Saggio fosse infallibile. Poteva sbagliare anche lui, no?
Fu più di un anno più tardi, quando tra l’ orda di pensieri indefiniti e casuali che al termine di una faticosa giornata gli intasavano la mente spossata risuonarono cinque parole, che gli si accese un lume. D’improvviso.
“Mi-aiuti-a-dimenticare  ….?”
Ma certo! Come aveva fatto a non collegare? Era così evidente, così chiaro. Eppure così celato per la sua mente, evidentemente ancora troppo chiusa.
Non stava scritto da nessuna parte che il Saggio fosse infallibile.
Poteva sbagliare anche lui.
Ma, pensò il giovane Logan prima di abbandonarsi ad un sonno ristoratore che sentiva d’essersi ampiamente meritato, con ogni probabilità non si trattava di quel caso.

Fantomius Blog

Pubblicato: luglio 17, 2012 in Uncategorized

Ciao a tutti. Questo è un blog privato, ad accesso pubblico. Ci scriverò di attualità, politica, cronaca, sport e pressochè ogni altro argomento che mi parrà opportuno o avrò semplicemente voglia di trattare. Come colui che scrive, sarà un blog schietto e poco incline all’esser accomodante. Obiettivo il più possibile, ma a tratti, inevitabilmente, schierato. Ironico dove mi riuscirà e comunque sarcastico e polemico ( d’altronde spesso dove c’è polemica c’è un argomento scottante! Che è esattamente ciò che più spinge a scriverne, no?)
Sono aperto a critiche, consigli e qualsivoglia opinione. Ogni lettore sarà accolto con molto entusiasmo! A patto, naturalmente, d’un reciproco rispetto.
Nella sezione “About Me” troverete alcuni dettagli su di me, ma non troppi. Naturalmente, per curare l’immagine ci sono strumenti più efficaci di WordPress..
Prossimamente ho intenzione di aggiungere almeno una pagina “multimediale”, soprattutto di fotografie; e una con dei link.
Buon proseguimento e grazie della visita, intenzionale o casuale che sia, (sprovveduto) lettore!